L’Ottetto in mi bemolle maggiore per archi, Op. 20 (MWV R20) di Felix Mendelssohn-Bartholdy è uno dei più straordinari vertici di precocità compositiva dell’intera storia della musica classica.
La nascita dell’opera
Mendelssohn compose l’Ottetto nell’autunno del 1825, quando aveva appena 16 anni, come omaggio di compleanno per Eduard Rietz. Rietz, suo amico e insegnante di violino, era allora ventunenne e a sua volta virtuoso dello strumento.
Sebbene così giovane, Mendelssohn dimostrò con questa sua opera di avere piena padronanza delle tecniche compositive dell’epoca, anzi, inserì in questo pezzo alcune caratteristiche innovative per il tempo.
Stile orchestrale
Risalta subito all’ascolto come questo ottetto per archi (4 violini, 2 viole, 2 violoncelli) venga inteso nella sua stesura complessiva. Non più come già aveva fatto Louis Spohr due anni prima, che nel suo Doppio Quartetto aveva previsto due quartetti d’archi che si contrapponevano. Qui Mendelssohn pensa l’ottetto come una formazione orchestrale a otto parti reali.
Di stampo orchestrale vuole che venga intesa anche l’interpretazione. Di suo pugno, infatti, aggiunge questa nota a lato della partitura:
“Questo Ottetto va suonato da tutti gli strumenti nello stile di un’orchestra sinfonica. I piani e i forti vanno rispettati attentamente e sottolineati con più forza di quanto si usa in opere di questo genere”.
Il carattere orchestrale e sinfonico di questa opera è talmente marcato, che il terzo tempo (Scherzo. Allegro leggierissimo) è stato dallo stesso autore adattato ad una versione orchestrale. Versione che da quel momento prenderà il posto dell’originale Minuetto nella sua Prima Sinfonia, scritta un anno prima quando ancora quindicenne.
Struttura
L’opera è scritta per un organico di quattro violini, due viole e due violoncelli e si articola in quattro movimenti, tutti in forma sonata.
- Allegro moderato ma con fuoco
Un movimento ampio, solare e travolgente, con il tema principale affidato al primo violino, che ripetutamente slancia la melodia verso l’alto - Andante
una sonorità malinconica, intima e introspettiva, caratterizzata da un contrappunto cromatico e un’atmosfera struggente - Scherzo: Allegro leggierissimo
La musica scorre con un pianissimo ininterrotto, eseguito con l’arco “staccato leggero” che dà un senso di levità impalpabile, quintessenza del cosiddetto “stile elfico” o “fagico” di Mendelssohn - Presto
Un finale travolgente che si apre con una fuga a otto voci che parte dai violoncelli e avvolge gradualmente tutti e otto gli strumenti. Mendelssohn combina la severa arte contrappuntistica con un incontenibile virtuosismo
Accoglienza e curiosità
Nel terzo tempo (Scherzo) Mendelssohn richiama la melodia “And he shall reign forever and ever” dal “Hallelujah Chorus” del Messiah di Handel, si tratta di un omaggio al compositore e, più in generale, a tutta la musica barocca.
La sorella Fanny Mendelssohn rivelò che Felix per lo Scherzo si era direttamente ispirato ai versi della sezione “Sogno della notte di Valpurgis” del Faust di Goethe: “il volo delle nuvole e la nebbia si schiariscono dall’alto; il vento tra le canne e il sussurro tra le foglie, e tutto svanisce.”
Quando Mendelssohn si recò a Londra nel 1829 per dirigere la sua Prima Sinfonia, decise di sostituire il Minuetto originale con una versione orchestrata dello Scherzo dell’Ottetto, aggiungendovi i legni per dargli un colore ancora più brillante. Il pubblico londinese apprezzò la scelta, e pretese subito il bis.
Nonostante la giovanissima età dell’autore, l’opera presenta una notevole maturità. È considerata la prima opera della piena maturità di Mendelssohn, capace di superare per complessità e inventiva gran parte delle opere cameristica dell’epoca.
L’autorevole musicologo Charles Rosen ha definito l’Ottetto di Mendelssohn come “uno dei prodigi della musica dell’Ottocento, caratterizzato da una perfezione formale che nemmeno Mozart o Schubert avevano raggiunto a sedici anni”.
Da diversi anni l’Allegro da questo ottetto è utilizzato come segnale orario dalla radio statale italiana “Rai Radio 3 Classica”, la maggiore radio italiana di diffusione di musica sinfonica.











